Lasciarsi il marcio alle spalle Finalmente aria fresca. Non appesantita dall'odore di polline o di dolce e nauseante decadenza. La testa mi gira. Non dormo da giorni. Non da quando ho lasciato il mio fuso nel Boscofestante in cima a quella scogliera. Ora è così lontano... ma non posso tornare indietro.
Ho dovuto fuggire. Qualcosa di sinistro è sepolto in quel boschetto... si diffonde nel sottobosco come radici. Abbraccia e aggroviglia, stringe e soffoca. Luccica nell'oscurità, tra i rami, sotto la pelle: la rete setosa di un ragno da caccia a due artigli.
Ho imparato che incubi come questi sono stati creati dall'uomo. |